Letteralmente così (L'euro est un formidable succès) suona l’intervento di Alexandre Delaigue, economista in ascesa, docente all’accademia (militare) di Saint-Cyr e all’Università di Lille (1). È il bello del dibattito francese sull’euro e l’eurocrazia: la sua vivacità e la sua altezza intellettuale (al contrario di quel che avviene da noi) fa uscire allo scoperto posizioni che altrimenti resterebbero celate – come appunto avviene in Italia, dove il litigio da condominio permette agli europeisti di sottrarsi alla discussione, di occultare le loro vere posizioni al pubblico – nella solida certezza dei sostenitori di tali idee che, se il pubblico sapesse, non li voterebbe mai più.
