mercoledì 20 luglio 2016

... E MAOMETTO E' IL SUO PROFETA


I mussulmani, uccidono annualmente nel mondo circa 100.000 fedeli di altre religioni a motivo della loro fede non-mussulmana o non sunnita. E lo fanno in modo organizzato e metodico.
La strage avvenuta nella notte tra l'1 e il 2 luglio a Dacca, la capitale del Bangladesh, corrisponde ad un omicidio rituale.
di: Anonimo Pontino.

L'uccisione per sgozzamento corrisponde a un atto vissuto come purificatore. Le vittime sono state prima torturate con armi da taglio, poi sono state fatte sdraiare sul fianco sinistro , poi sgozzati fino alla decapitazione.



L’ Islam “ moderato” in azione….

Tutto questo accade in Siria ogni giorno. L'ISIS trasforma le prigioni in tribunali sommari con mattatoi e centri di uccisione annessi per sterminare cristiani e tutti quelli che sono in disaccordo. Questi mattatoi sono in funzione da anni, e solo nel futuro conosceremo la reale portata di questi orrori.


Questi mattatoi in Siria sono in realtà dei centri per compiere sacrifici rituali umani.


Rescue Christians ha ottenuto le prove filmate anche di questo fatto. Nei suoi video il boia declama questa preghiera prima di compiere l’assassinio:


“In difesa dei Sunniti, O Signore, O Signore, noi portiamo queste offerte a te, O Signore. Ti preghiamo di accettare queste offerte sacrificali, O Signore. O Signore, accetta questo da noi, accetta questo da noi. Nel nome di Allah. Bismillah (nel nome di Allah). Allahu Akbar (Allah è grande).” (5)


Ora, in connessione con questa affermazione, ecco un resoconto di John Eshoo, un reverendo assiro che sopravvisse al genocidio fatto dai turchi in Armenia, in cui egli descrive il metodo di macellazione usato dai musulmani Turchi sui cristiani come identico a quello usato per i sacrifici animali durante i digiuni islamici:


“Il terrificante luogo divenne letteralmente un mattatoio umano, che riceveva le sue vittime silenziose, in gruppi di dieci o venti alla volta, per essere giustiziate. Questi assiri indifesi marciavano come agnelli condotti al macello, senza aprire la bocca, se non per dire “Signore, nelle tue mani rimettiano i nostri spiriti.” I boia cominciavano con il tagliare le dita delle vittime, una falange alla volta, fino a quando entrambe le mani erano completamente amputate. Poi essi venivano distesi in terra, alla maniera degli animali sacrificati nel digiuno, ma con le facce rivolte verso l’alto e le teste appoggiate su pietre o blocchi di legno. Poi veniva tagliata loro la gola, ma solo parzialmente, in modo da prolungare la loro tortura, e mentre si dibattevano nell’agonia, le vittime venivano prese a calci e bastonate con pesanti mazze che gli assassini portavano con se. Molti di loro, mentre ancora in agonia, venivano gettati nelle fosse e sepolti prima che fossero spirati.” (6)









[ il martirio di Padre Jacob, assassinato da ISIS. Padre Yacoub era un sacerdote che professava la sua fede in Siria. La sua unica colpa è stata di pregare sull’altare della sua Chiesa, non ha combattuto nè lanciato missili o aerei militari. Il martirio è passato sotto silenzio di tutti i media, preoccupati solo di martellarci con il “ dovere dell’ accoglienza” indiscriminata ].




Tutto questo sadismo e crudeltà venivano praticati secondo il metodo usato ancora oggi dalla macelleria rituale per i sacrifici islamici di animali ( " halal").

Essendo praticata dappertutto la macellazione " rituale" degli animali, anche nel liberale Occidente, sono migliaia i mussulmani allenati a sgozzare, decapitare, squartare, dissanguare : inutile chiedersi come mai mussulmani di " buona famiglia" sono in grado di scannare con tanta maestria gli " infedeli" : un mussulmano su tre è in grado di farlo con facilità, proprio per questa cruenta consuetudine millenaria che noi " tolleriamo" senza chiedersi cosa sia....







Questa teologia del sacrificio umano si basa sull’antichissima storia di Khalid Abdullah al-Kasri, che compì il sacrificio rituale di Jaad bin Durham al posto di un animale durante la Festa del Sacrificio islamica. Egli trascinò Durham in una moschea, e prima di versare il suo sangue, proclamò: “O popolo, sacrificate, Allah ha gradito i vostri sacrifici. Ora io sto per sacrificare Jaad bin Durham.” La storia è accettata come ortodossa da molti dei più influenti teologi musulmani della storia dell’Islam, come Al-Shafi’, Ibin Tayymiya, Bukhari, Dhahabi, Ibin Al-Qiyam, Darami e Ibin Katheer.


Un tedesco, che è stato testimone del genocidio armeno, gestiva un orfanotrofio nella zona di Moush dove i turchi stavano perpetrando i massacri. Quando chiese ad un ufficiale turco se ai bambini armeni sarebbe stato concesso un salvacondotto, il turco rispose: “Puoi portarli con te, ma essendo armeni puoi star certo che gli verranno tagliate le teste lungo la strada.”(1)


Una lettera scritta da una fonte anonima riferisce come i contadini turchi fecero a pezzi un gran numero di armeni usando i loro attrezzi agricoli: “Nella valle di Beyhan Boghazi, a sei o sette ore di distanza dalla città, essi furono attaccati da un’orda selvaggia di contadini turchi, e, come ordinato, furono tutti massacrati con mazze, martelli, accette, falci, zappe, seghe - in una parola, con ogni attrezzo che possa causare una morte lenta e dolorosa. Alcuni tagliarono loro teste, orecchie, nasi, piedi con le falci; altri gli cavarono gli occhi.. I corpi delle vittime furono lasciati smembrati nella valle, in pasto agli animali selvatici.”(2)


Può esistere un Islam moderato?


Domandiamoci perché tra tutte le religioni solo l’islam combatte e ammazza in modo tanto massiccio e organizzato eliminando gli infedeli che non si convertono , facendo vere e proprie guerre di religione e islamizzazione?





[ Genocidio turco degll Armeni : donne cristiane crocifisse ]






Islam : che cosa ha di diverso dalle altre religioni.


Come è noto, il Corano contiene comandi espliciti a sterminare senza pietà chi non accetta il Corano stesso:
– Circa gli infedeli (coloro che non si sottomettono all’Islam), costoro sono “gli inveterati nemici” dei musulmani [Sura 4:101]. I musulmani devono “arrestarli, assediarli e preparare imboscate in ogni dove” [Sura 9:95]. I musulmani devono anche “ circondarli e metterli a morte ovunque li troviate, uccideteli ogni dove li troviate, cercate i nemici dell’Islam senza sosta” [Sura 4:90]. “Combatteteli finché l’Islam non regni sovrano” [Sura 2:193]. “tagliate loro le mani e la punta delle loro dita” [Sura 8:12]


Un musulmano può uccidere ogni persona che desidera se è per “giusta causa” [Sura 6:152]


– “Essi (gli infedeli ndr) devono essere uccisi o crocefissi e le loro mani ed i loro piedi tagliati dalla parte opposta [Sura 5:33]- “Sappiate che il paradiso giace sotto l’ombra delle spade” [Sahlih al-Bukhari Vol 4 p55]
L’Islam insegna a colpevolizzare i diversi, e a sentire te giusto e libero da colpa e dubbi anche se uccidi innocenti, e che non hai alcun bisogno di introspezione e autocritica. L’islam canalizza e sfoga l’insoddisfazione verso l’esterno, verso i diversi, in forma di aggressività, di conquista.
Se tutto va male è perché esistono persone che rifiutano l’Islam. Da qui la sua inclinazione alla violenza e alla intolleranza.
Il principio politicamente corretto di “integrazione” è quindi un atto distruttivo e mortale per l’Italia e per l’Europa.






La strategia islamica agisce con i seguenti strumenti:


-penetrazione finanziaria mediante l’acquisto di sostegni politici, di banche, di industrie strategiche, di mass media, pagati coi petrodollari dell’oligarchia islamica del petrolio;


-espansione demografica mediante immigrazione incontrollata e graduale occupazione di spazi territoriali


-intimidazione terroristica


- costruzione e imposizione di un’ “etica” strumentale alla sua penetrazione in Occidente, sostenuta dalle varie scimmie della politica italiana che si impegnano a finanziare la sostituzione etnica del nostro popolo con i nostri soldi.


Nessuna sicurezza ci potrà essere finché resteranno al potere quelli che hanno voluto le porte aperte all’immigrazione incontrollata.






Un esempio : il martirio di Marcantonio Bragadin.










Agli Italiani narcotizzati dal buonismo e dal clero affarista che guadagna con l’immigrazione, giova ricordare il martirio di Marcantonio Bragadin il 17 agosto 1571 dopo la difesa di Famagosta.


La difesa di Famagosta fu una della pagine più epiche mai scritte dalle armi italiane, inequivocabile dimostrazione della falsità con cui sempre si è dipinto l’italiano come pavido e incapace di combattere.


I turchi pagano ogni assalto alle mura ed ogni sortita della cavalleria veneziana con decine di migliaia di morti: cifre da Prima Guerra Mondiale. Marcantonio Bragadin: uomo di rare virtù e coraggio, riuscì a galvanizzare la popolazione cittadina greca ed a gestire le magre risorse durante tutto l’assedio dei turchi.
Il 31 luglio 1571 gli esausti difensori respingono il quinto assalto generale: sono rimasti ormai meno di cinquecento uomini validi e la popolazione è alla fame. Il comandante dei turchi, l’arabo Lala Mustafà, rende note a Bragadin condizioni di resa estremamente vantaggiose: salva la vita e le proprietà di tutti, evacuazione a Candia di chi avesse desiderato e libertà di culto per chi fosse rimasto. Bragadin è titubante: vorrebbe respingere l’offerta, ma le delegazioni dei cittadini disperati lo scongiurano di accettare.


Bragadin sa quale sorte sia toccata a Nicosia dopo la resa: 20 mila persone sterminate nei metodi più orrendi, le donne che si gettavano dai tetti pur di non cadere in mano ai vincitori, duemila bambini e ragazze inviati nel mercato degli schiavi del sesso di Costantinopoli.


Bragadin tuttavia accetta la resa.


Mustafà finge cortesia per tre giorni, poi con un pretesto fa arrestare tutta la guarnigione cristiana. Il comandante turco è infatti furibondo: ha impiegato oltre 11 mesi per piegare la resistenza, ha perduto 52 mila uomini, fra cui il suo primogenito.


Quando si rende conto all’esiguità dei difensori, la furia, la frustrazione e il senso di inferiorità lo accecano. Fa decapitare tutti capitani esponendo le loro teste infisse su pali.


Tranne Bragadin .


A lui spetta una sorte agghiacciante: gli fa mozzare orecchi e naso, e poi rinchiudere in una gabbia sotto il sole: per tredici giorni il capitano italiano è stretto in agonia fra le sbarre arroventate mentre le ferite gli si infettano. Il 17 agosto, un venerdì, Lala Mustafà lo fa uscire, pestare e frustare, lo costringe a percorrere due volte il perimetro della città caricato di gerle piene di sassi ed immondizia sulle spalle piagate, facendogli premere dalla soldataglia la bocca in terra ad ogni passaggio davanti al suo trono. Lo fa quindi appendere per ore ad un’antenna nel porto, in maniera che tutti gli schiavi cristiani ai remi ed i prigionieri possano vedere l’orribile sorte del loro comandante.


Ma il pascià musulmano non è ancora sazio di vendetta. Bragadin è legato ad una colonna, più morto che vivo. Il carnefice gli si avvicina con lame affilatissime. Mustafà gli intima di abiurare la Croce ed abbracciare l’Islam. Ma Bragadin rifiuta. Il pascià ordina allora l’orrendo supplizio: il boia inizia a scorticarlo vivo, partendo dalla nuca e dalla schiena, lentamente, ripetendogli «convertiti e la tortura finirà! » Ma Bragadin non cede. Fino alla morte…..

Il martirio di Bragadin infocò gli animi e fu tra i motivi che spinsero le flotte cristiane a battersi come leoni fino alla vittoria, a Lepanto, due mesi dopo.

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